L’editore va a New York. Forse.
Rispetto alla traversata di Philip Petit del ’74 devo riconoscere che le incognite sono indubbiamente aumentate.
Lui aveva potuto contare su: un filo, le torri gemelle e lo skyline di Nouva York come spazio di pubblicazione.
Per quanto mi riguarda, invece:
sono un editore funambolico wireless e dunque il filo è morto
le Torri Gemelle sono morte
e anche lo skyline di Nuova York non si sente tanto bene.
Ma abbiamo pleens e il ricordo di una poesia di Giorgio Caproni (opportunamente modificata da me):
se non dovessi partire
sappiate che non sono mai tornato
il mio restare
è stato tutto un viaggiare qui
dove nonfui mai
in fondo, il grande vantaggio di un viaggio al centro dell’immaginario dell’Occidente è che finisci per andarci anche quando non parti.
Per tutto il resto c’è Paul Celan