in principio era il software e il software era presso dio.
E il software si fece hardware e le cose si complicarono ancor più.
c’è un bug
ci sono stati due crash
il rischio è il default
we have to fix it
è una questione da geek -> mettere le mani sull’hardware
Salvatore Iaconesi sceglie un approccio openhardware
second level
il software (al netto del fixing) può influenzare l’hardware
la cura -> lo spirito -> il linguaggio (-> il linguaggio di programmazione / code / software)
riscrivere il software come co-fixing dell’hardware
da qui la call si estende anche ai non geek
intelligenza emotiva -> empatia -> sintonizzazione psichica (Daniel Stern, The Present Moment)
(c’è una slide anche nelle “99 tesi per l’editoria”)
code is poetry / code is cure #opencure
terzo punto di vista
tutto “the cure” può essere interpretato come il punto di non ritorno in cui
body art e self publishing vanno in crash