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“la bellezza salverà il mondo in pdf” (azael)

(Questo post è liberamente attratto dal mio intervento all’International Journalism Festival di Perugia)

Viviamo in un mondo in cui il giornalismo deve fare i conti con pochi semplici punti fermi. Le cose semplici non sempre sono le più difficili, ma quasi. Se nel 2003 Barbara Sgarzi doveva incitare i commentatori di Cosmopolitan a pubblicare sul sito (e il suo “scrivete, scrivete, scrivete” era stato accolto da un sonoro “ma scrivetevelo voi sto giornale”) oggi al contrario siamo travolti dai contenuti di ogni ordine e grado e dovremmo quasi tagliarle, le mani, ai commentatori per farci largo tra miriadi di commenti per arrivare a un post o a un pezzo autoriale. Read more

Author: 3 weeks ago

ogni volta che un pezzo di milano se ne va sento dentro uno spaesamento  disperante. Già Milano è una brutta e mal combinata città – diceva Gadda, che in fondo l’amava – se poi vai anche a perdere i riferimenti, i salva-vita, tutto sembra perduto (e lo è).
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Author: 1 month ago

Negli ultimi anni ho compiuto alcune scelte improvvise (qualcuno dice improvvide). A caldo non ho saputo bene spiegarmele. Dopo vent’anni, ad esempio, ho smesso di fumare i sigari toscani. Smettere si può, è vero. Quello che mi ha stupito non è stato tanto il fatto di aver smesso dalla sera alla mattina: mi ha stupito molto di più il fatto di aver smesso all’improvviso senza averlo deciso prima. Perché? In apparenza il motivo è inspiegabile. Certo, alcune componenti sono palesi: forza di volontà, determinazione, senso del controbalzo.
In particolare amo raccontare di non essere più disposto a essere schiavo di qualcosa e il piacere del sigaro oltre che un (grande) piacere si stava ormai trasformando in un riflesso condizionato.
Un altro esempio? Il calcio. Read more

Author: 3 months ago

The Publisher was here

L’editore va a New York. Forse.

Rispetto alla traversata di Philip Petit del ’74 devo riconoscere che le incognite sono indubbiamente aumentate.
Lui aveva potuto contare su: un filo, le torri gemelle e lo skyline di Nouva York come spazio di pubblicazione. Read more

Author: 6 months ago

Quaranta minuti con Felice Accame from Gabriele Ferraresi on Vimeo.

Ci sono maestri che inculcano malintese quanto perniciose visioni della vita e di se stessi, non di rado fondate sul nostro implicito benestare. Ce ne sono altri che educano alla libertà: con l’esempio, l’ostinata perseveranza del passo, il rigore assoluto dell’attività mentale. In mezzo scorre a fiumi lo spirito gregario.
Per me Felice Accame è un maestro, un conforto, una follia, un biglietto in data aperta verso un me stesso migliore. Sono sicuro di essere il suo allievo più scellerato (forse mi vuole bene anche per questo).

Author: 7 months ago

------------>"Hai saputo?" <------------ "Cosa?"-----------------> "È arrivato" <-------- "Chi?" ------> "Il momento"

Tradizione vuole che il writecamp  si apra con un mio intervento “che non si capisce”. Quest’anno ho rinunciato, preferendo mettere in scena una scrittolettura. È il testo che segue. Interprete a sorpresa (per lui, che non lo sapeva) @azael, che ringrazio di cuore. L’idea è quella di incoccare la scrittura nel suo farsi: la lettura segue, dettata dalla voce scrivente (Carmelo Bene è pazzo). gz Read more

Author: 7 months ago

"I force myself to contradict myself in order to avoid conforming to my own taste" (Marcel Duchamp)

[in esclusiva mondiale, la mia prefazione-invito alla crocifissione di Mario Pischedda]

::: Cahier de Pischedda ::: stati di morte apparente, verso la scrittura di Mario Pischedda

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Author: 8 months ago
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